CHI SONO

Appunto! Ma chi sono?

Niente è più difficile di dover descrivere me stessa. Inizio con

“ciao sono Moira, fotografa e proprietaria di questo spazio. Risiedo a Milano, dove vivo, lavoro e studio. Sono una persona curiosa, di mentalità aperta, disponibile ad imparare, a vedere cose e soprattutto ad osservare le persone. E con il tempo ho imparato che cose, posti, colori, sensazioni, sono molto diversi, a seconda di chi guarda e niente è scontato”

Può andare come inizio per l’incontro con i “fotografi anonimi”

Se si parla di fotografia devo dire che fin da bambina sono stata attratta dalle ombre e dai dettagli e da quasi 20 anni sono fotografa prestata alla contabilità. Ebbene sì: dal lunedì al venerdì sono una smanettatrice di Excel e passo la settimana tra tabelle pivot e gestionali contabili. Quella parte della mia routine la chiamo “vita fittizia”. Il sabato è la mia giornata di “assestamento” dedicata a spesa, pulizie e preparazione di tutto quello che serve per la mia vita di “competenza”, ossia tutte quelle ore che trascorrerò dietro la fotocamera il giorno seguente.

Il mio giorno preferito, è la domenica, giornata passata spesso fotografando per 6-8 ore con un solo scopo: lo scatto perfetto. Se arriva non si sa. A volte il risultato non è così favoloso, altre volte invece è molto meglio delle aspettative. Ma considerando che la perfezione è solo un’illusione e che il disastro è praticamente impossibile, io miro a quello che tutti vanno cercando: l’equilibrio o contabilmente parlando, il “punto di pareggio”.

I miei settori preferiti: Food e travel 

Prima del food sono stata una pseudo maniaca del genere “still life”. Rendere vivi oggetti inanimati con la fotografia è stato per me un ottimo allenamento per affrontare “cose” spesso piene di ombre e di riflessi che distraevano le persone. Tutto questo mi ha insegnato ad utilizzare le luci e a studiare bene il set prima di mettermi al lavoro. Ormai da 10 anni mi dedico ad una sotto-categoria dello still life: la fotografia food, ed è questa la mia attività fotografica prevalente. Oggi mi considero una Food StyPher. Un po’ food stylist e un po’ food photographer.

Perché il food?

Il motivo di questa scelta è abbastanza banale: volevo specializzarmi in un settore di nicchia, qualcosa diverso dal ritratto o dalle foto eventi. Gli appassionati di fotografia non si avvicinano facilmente a questo settore. Infatti spesso, chi si appassiona alla fotografia, pensa che la food photography sia un genere SOLO per professionisti e che necessiti di costose attrezzature. In realtà non è così. Col tempo ho scoperto che nemmeno i fotografi professionisti si avvicinano facilmente a questo settore. Per essere un fotografo food ci vuole pazienza e una buona dose di autocontrollo.

Le attrezzature e lo studio: io lavoro in casa. Con con attrezzature piuttosto “comode” e spartane. Alcune sono “fai da te”, soprattutto gli accessori, in questo modo sfatiamo subito il mito che è un settore solo per professionisti. Con possibilità molto esigue e uno “studio della serva”, qualche buon vetro e un treppiedi, riesco ad ottenere risultati decisamente buoni. Da quando ho iniziato, non riesco più a sfogliare un libro di ricette senza pensare a come è stata realizzata la foto di copertina. Studio tutto: le angolazioni, i riflessi e mi rendo conto che, a volte, quelle foto da copertina, non sono tanto diverse dalle mie. Ho da poco aperto un blog interamente dedicato sulla food photography, se vuoi dare un’occhiata il link è qui

La fotografia di viaggio e la voglia di vedere il mondo

E poi c’è il mio primo grande amore: la travel photography. La fotografia di viaggio è senza dubbio parte integrante della mia carriera artistica, fin dalla più tenera età. Ricordo infatti il mio primo reportage fotografico, in Valcamonica nel 1985, avevo 7 anni, e ho scattato 24 fotografie con una macchinetta trovata in un detersivo per lavatrice in polvere. Da allora non parto più senza fotocamera. Adesso è più semplice, perché si può usare tranquillamente il nostro smartphone, ma fino a qualche anno fa era impensabile. Sfrutto la tecnologia che ho a disposizione per realizzare il mio sogno: vedere il mondo portandomi via qualche ricordo sulla mia scheda CF.